sabato 17 gennaio 2009

J.Ax+Black Box= "I vecchietti fanno o"?





"Ma come si fa, come si fa, come si fa..." canta J.Ax nell'ultimo singolo pubblicato "I vecchietti fanno o", che dal titolo vuole scimmiottare chiaramente la canzone di Povia "Quando i bambini fanno o". E già ma come si fa caro J.Ax, il tuo singolo attinge a piene mani dal grande successo dance del 1989 del gruppo, fra l'altro italiano, Black Box. L'album che contiene il singolo "Ride on time" si intitola "Dreamland" ed è uno dei più significativi della dance italiana di quel periodo. Personalmente mi auguro che il rapper italiano ritorni a fare il suo mestiere e pubblichi quei singoli che nei primi tempi hanno fatto tanto successo, senza entrare nei meandri della dance o del rock, come ha fatto in un certo periodo. Credo che i primi album siano stati i migliori e i più originali musicalmente parlando. Con questo non voglio dire che J.Ax ha solo copiato, infatti è frequente nell'hip-hop e nel rap attingere a basi campionate di altri singoli. Ma in questo caso il pezzo è chiaramente una storpiatura e si abbassa chiaramente alle leggi del mercato.

Sopra il video di "Ride on time" Black Box e quello di J.Ax " Quando i vecchietti fanno o"





venerdì 16 gennaio 2009

Durex: cosa aspetti? Mettilo!



Bellissimo, stupefacente, geniale! Non ci sono aggettivi per descrivere il filmato pubblicitario della Durex. Più incisivo di una noiosissima campagna istituzionale, la pubblicità del noto profilattico spiega in poche "posizioni" il sesso senza risultare volgare. L'idea del corto di animazione in 30" vede come protagonisti tre animaletti gonfiabili, uno di colore rosso, uno blu e uno rosa, realizzati con dei profilattici che propongono varie posizioni, dalle più classiche a quelle più fantasiose. Da notare ancora che l'audio è riprodotto attraverso il contatto e lo sfregamento dei condom plastificati. Il messaggio del video è chiaro: a letto con il proprio partner ci si può divertire in qualsiasi modo, purchè si prendano le giuste precauzioni. E allora, tu ragazzo, usa il preservativo Durex, cosa aspetti? "Get it on", Mettilo!
Semplicemente fantastico!

giovedì 15 gennaio 2009

Jobs: "reports on your death are greatly exaggerated?"

Qualche mese fa Steve Jobs, 53 anni, Ceo della Apple, apriva una sua presentazione con questa frase: "Reports on my death are greatly exaggerated", cioè tendeva a sminuire le notizie che velocemente si susseguivano sulle sue precarie condizioni di salute. Ieri ha annunciato in una lettera inviata ai propri dipendenti, di volersi dedicare esclusivamente alla sua salute fino al mese di giugno. Evidentemente i rumors che si sono susseguiti in tutti questi mesi sono riusciti a carpire qualcosa sulle sue precarie condizioni di salute. La sua assenza all'ultimo Macworld giustifica i timori iniziali e quella che sembra la sfida più difficile per Apple, l'avvicendamento alla guida dell'azienda dopo Jobs. Nonostante egli affermi di mantenere la guida sulle decisioni strategiche della società, ha comunque affidato il timone fino a giugno a Tim Cook, l'attuale direttore operativo, giusticando in questo modo i timori personali sulle proprie condizioni di salute. Infatti è noto che già qualche anno fa, precisamente nel 2004, Jobs è stato operato al pancreas con esito positivo per una rara forma di tumore. Pare che adesso non si parli più di tumore, ma qualcosa lascia pensare che possa essersi ripresentato. Jobs parla di squlibri ormonali, comunque sia si spera che anche questa volta possa affrontare questa triste vicenda personale e riprendersi al meglio.


sabato 10 gennaio 2009

Apple: iTunes, brani liberi dal Drm?

All'inizio di ogni anno a San Francisco in California presso il Moscone Center si tiene abitualmente il Macworld, la più importante fiera per gli appassionati di Apple e del mondo Mac in generale. Migliaia di fanatici, e non solo, attendono abitualmente questo appuntamento per venire a conoscenza delle novità sperimentate e pronte per essere lanciate sul mercato dall'azienda di Cupertino. Pare che il Macworld 2009 sia stato l'ultimo e che la presentazione non sia stata affidata al Ceo e leader carismatico Steve Jobs, ma a Phil Schiller, senior vice presidente e responsabile di tutta l'area marketing. Un tentativo questo, annunciato ormai dai rumors degli ultimi mesi, di diversificare la strategia dell'azienda staccandola lentamente dalla sua figura più carismatica e che ne incarna appieno i valori. Bisogna dirlo, non è stato un Macworld entusiasmante e coinvolgente come le straordinarie presentazioni tenute da Jobs ( vd. qui per ulteriori dettagli), ma più pragmatico e rassicurante. Certamente non vi erano novità rivoluzionarie da presentare, come è stato negli ultimi anni per l'iPod e l'iPhone, ma il pubblico ha comunque gradito la presentazione di Schiller sottolineandone spesso l'approvazione con gli applausi. Una delle novità più interessanti abbraccia la sfera tecnologica, economica e legislativa. Stiamo parlando della decisione da parte di Apple di "sbloccare" il lucchetto digitale che impedisce a chi acquista file digitali da iTunes, audio o video che siano, di poterne godere appieno. Chiariamo quindi questo concetto che viene sintetizzato con l'acronimo Drm ( Digital rights management, gestione dei diritti digitali.): é un meccanismo tecnologico utilizzato dal venditore per regolare la diffusione e la fruizione ( in sostanza l'accesso) al contenuto che si è acquistato. In pratica il compratore acquista e acquisisce il diritto di proprietà, ma l'utilizzazione che può fare di ciò che ha acquistato è limitata. Sembra un controsenso, vero? In effetti chi acquista qualcosa, paga una certa cifra e si ritiene libero di poter fare qualsiasi cosa con ciò che ha acquistato. Tutto in generale appare molto semplice e lineare. L'economia dei beni immateriali però, specialmente quelli digitali, funziona diversamente e si serve proprio di questi meccanismi per legittimare le posizioni delle imprese sul mercato e impedire ai consumatori il pieno godimento di ciò che comprano.Un discorso che abbraccia, come su detto la tecnologia, l'economia e la legge. Il diritto d'autore in particolare e il diritto da parte dell'utente di poter fare copia privata del contenuto digitale acquistato. Chi mi dice infatti che non posso farne una copia privata e non a uso commerciale, in sostanza non cedendola ad un amico che non ha comprato quel cd, nel caso ipotizzi che il file si possa danneggiare? Oppure perchè non posso godere appieno di qualcosa che è mio definitivamente? E perchè non posso ascoltare il brano musicale acquistato online su apparecchi diversi dall'iPod o dall'iPhone senza violare la legge e gli obblighi contrattuali che mi vincolano al venditore ( nel nostro caso iTunes)? Tutte domande legittime che portano a mille altri interrogativi e estendono il campo d'interesse al rapporto fra musica digitale, case discografiche, artisti, distributori di contenuti e consumatori finali. Apple avendo deciso di sbloccare il lucchetto digitale dai brani di iTunes ha fatto un notevole passo avanti, ma non ancora decisivo verso un più equo rapporto con la parte debole del mercato, il consumatore. La battaglia contro la pirateria certamente ha avuto effetti positivi con la legalizzazione dell'acquisto tramite i negozi digitali e iTunes in particolare. Esso infatti controlla i tre quarti del mercato, essendo presente in più di 70 paesi con un catalogo di circa 10 milioni di brani e con 6 miliardi di download dal 2003, anno del suo lancio.Un buon esempio sicuramente di acquisto legale e responsabile a prezzi fra l'altro competitivi oscillanti da oggi tra i 69 centesimi fino a 1,29 euro, che oggi senza Drm magari allettano coloro che prima copiavano illegalmente, ma adesso vogliono rispettare la legge senza perdere la flessibilità negata dal Drm nella fruizione del prodotto; in pratica vogliono avere il pieno godimento e il diritto di poterne fare copia privata per esempio. Sembra allora che fili tutto liscio con questa decisione di Apple. Non proprio. In realtà il meccanismo di iTunes vincola l'utente a determinati obblighi previsti dal contratto. Come funziona? iTunes gestisce per conto dell'artista musicale per esempio alcuni diritti sul brano: download, ascolto, copia e lo fa in base agli accordi presi con la casa discografica. L'utente al momento dell'iscrizione al servizio di Apple sottoscrive una licenza che prevede regole precise sull'utilizzo della musica: questa può essere ascoltata solo su computer, iPod e altri lettori digitali di proprietà di chi acquista (e solo di chi acquista, notate bene) o dei familiari, può essere masterizzata su cd che non possono essere venduti o ceduti a terzi. Per cui, aprite bene le orecchie, in pratica violate la legge se ascoltate il brano sul dispositivo di un amico o se semplicemente gli date un cd mastrerizzato per farglielo ascoltare. Tutto ciò significa ancora una volta che c'è un divieto esplicito di poter fare copie in serie del brano anche senza il Drm, perciò un'autonomia limitata agli obblighi contrattuali disposti unilateralmente del venditore, cioè Apple. I vincoli giuridici precedenti persistono, nonostante una parziale apertura delle case discografiche e di Apple verso i consumatori e il loro senso di responsabilità nell'uso "appropriato", voluto dal venditore? del brano musicale digitale. é solo l'inizio di una battaglia che coinvolge produttori, distributori, consumatori e i prodotti culturali in generale.

martedì 6 gennaio 2009

Viva la Befana!

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!

La tipica filastrocca popolare condensa nei quattro versi l'essenza e la figura di questo personaggio e di questà festività. La Befana, figura popolare della tradizione italiana, la notte fra il 5 e il 6 gennaio porta in dono ai bimbi buoni caramelle e cioccolatini, mentre ai bimbi cattivi cenere e carbone. é una vecchietta buona, vestita in maniera semplice e sommessa, indossa un grembiule con le tasche, una gonna lunga e ampia,una sciarpa, un fazzoletto o cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consumate, il tutto coperto da toppe colorate. Va in giro con una scopa e distribuisce a tutti i bambini i doni; non è cattiva come le streghe, anzi è generosa e molto amata dai bambini. Secondo la tradizione popolare di stampo cristiano cattolico i Re Magi, diretti a Betlemme per trovare Gesù Bambino, chiesero a una vecchietta la strada corretta non riuscendo a trovarla. La vecchietta indicò loro la via, ma non li accompagnò. Presa dal rimorso e intenta a casa a preparare dei gustosi dolci,essendosi pentita, decise di uscire e di cercarli senza alcun risultato. In questo modo si fermava ad ogni casa che incontrava durante il suo tragitto distribuendo i dolci che aveva preparato, nella speranza di trovare il piccolo Gesù. é da allora che si ritiene che la Befana giri tutto il mondo alla ricerca del Bambin Gesù.
Per quanto riguarda l'origine del culto popolare, esso si fa risalire a elementi folclorici precristiani di derivazione pagana legati all'agricoltura. La figura della vecchia è messa in relazione con l'anno vecchio ormai trascorso e pronto per essere bruciato per fare spazio a quello nuovo; tradizionalmente in alcuni paesi europei si bruciavano fantocci, con indosso abiti vecchi, per introdurre il nuovo anno. Tipicamente infatti dopo dodici giorni dal Natale si celebrava la morte e la rinascita di Madre Natura, che stanca di aver elargito le sue energie per tutto l'anno, appariva sotto le vesti di una vecchia buona, pronta a essere bruciata come un ramo per rinascere come Natura giovane e prospera. Prima di essere bruciata la vecchia distribuiva i doni e i dolciumi, simbolo dei semi piantati che sarebbero nati durante l'anno successivo.
Ritornando ai giorni nostri, pare che la festa della Befana si stia rivalutando,anche se simboleggia la fine del periodo festivo e l'avvento della dura quotidianità fatta di lavoro e pensieri ricorrenti. Con una punta di malignità, la riflessione sull'attuale società dei consumi, ci porta a vederla come la "Festa dei saldi". Infatti i doni che eventualmente vengono scambiati sono spiccioli e coincidono con l'inizio, stabilito per legge, dei saldi. Una specie di indicatore dei consumi effettuati durante i giorni di Natale rapportati con i consumi dei prodotti in saldo dell'inizio dell'anno.
Comunque sia, Viva la Befana!
 
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