venerdì 2 aprile 2010

Poker online: un fenomeno di massa

Facciamo un passo indietro. Ritorniamo al 2 settembre del 2008. Per molti sicuramente un giorno come gli altri, per altri non è stato così. Oramai ne è passato di tempo, ma adesso questo termine è proprio sulla bocca di tutti. Mi riferisco evidentemente alla parola POKER. Ebbene sì, proprio in quella data si è giocato sulla piattaforma online di Gioco Digitale il primo torneo di poker online con vincita in denaro. Ma come è possibile tutto ciò? Giocare a poker con i propri soldi per giunta senza commettere alcun illecito! La risposta è semplice, lo Stato italiano tramite AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) ha deciso di legalizzare il segmento dei giochi di abilità a distanza con vincita in denaro (skill games), concedendo tramite l'istituto giuridico della concessione l'organizzazione e la gestione del gioco online agli operatori assegnatari di tali concessioni. Di conseguenza il gioco del poker, rientrante in tale segmento, ha trainato la raccolta su livelli dapprima impensabili dallo Stato stesso e dai concessionari. Ogni giorno vengono giocati in media 9 milioni di euro nelle varie poker room con dominio ".it", per una raccolta che nel mese di aprile ha sfiorato i 280 milioni. Pensate che a fine anno si stima una raccolta totale del mercato del poker online vicina ai 5 miliardi, grazie anche alla prossima introduzione della formula di gioco cash accanto a quella attuale a torneo. Per fare un paragone il Gioco del Lotto, il quale ha una storia plurisecolare, raccoglie annualmente circa 6 miliardi rivolgendosi praticamente a gran parte della popolazione italiana. Il poker invece si rivolge a un pubblico ben identificato essenzialmente maschile, ma sta trovando lentamente anche nel pubblico femminile un buon bacino di utenza. Questi numeri danno corpo alla tesi che oggi ci troviamo di fronte a un vero e proprio fenomeno inarrestabile, di massa. Un mercato non ancora giunto a maturità e dalle grandi prospettive di crescita attira costantemente l'ingresso di nuovi operatori soprattutto stranieri e dai grandi mezzi economici. Basti citare i giganti internazionali Pokerstars e Partypoker, il circuito Gioco Digitale-Bwin con la piattaforma GDPoker, il network Microgame che raccoglie circa 100 skin sulla propria piattaforma, gli operatori italiani più importanti Lottomatica (Poker Club), Snai, Sisal ai quali vanno aggiunti un centinaio di altri operatori minori riuniti in vari circuiti sulla stessa piattaforma tecnologica. Questo fenomeno inoltre viene ulteriormente alimentato dall'interesse delle televisioni, dei giornali, delle riviste specializzate e da pubblicazioni scientifiche a livello universitario che ne mettono in evidenza i contorni già delineati. In questo modo entra pienamente nella cultura popolare e nelle discussioni della gente dai forum su Internet fino alla socialità quotidiana. Senza dubbio il connubio media-intrattenimento trova terreno fertile nella programmazione televisiva e nella nascita di specifici format come Poker1Mania in onda su Italia1 in seconda serata e il lancio di un canale tematico trasmesso su digitale terrestre e satellitare come POKERitalia24. Allo stesso tempo la creazione di eventi ad hoc dal vivo e la prospettiva di poter giocare un grande torneo nei prestigiosi Casinò italiani qualificandosi su Internet, rendono il poker un gioco "democratico". Aggiungiamoci la mondanità delle feste con i vip, la possibilità di sfidare al tavolo verde i campioni di calcio e dello spettacolo e il gioco è fatto. In conclusione ci troviamo di fronte un fenomeno inaspettato ma a mio giudizio abbastanza atteso. L'Italia infatti, come recita l'iscrizione a grandi lettere del Palazzo della Civiltà del Lavoro ubicato al quartiere Eur di Roma, oltre ad essere "un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori", è soprattutto un popolo "di GIOCATORI"!

martedì 30 marzo 2010

Abbiamo tutti vinto!

Allora dove eravamo rimasti? Effettivamente è da un po' che non butto giù due righe e sinceramente mi ero quasi dimenticato di avere aperto tempo fa un blog. In questo periodo di silenzio sono avvenute tante cose, ma ormai sono passate e chi se ne frega più! Piuttosto voglio riallacciarmi al mio ultimo post e commentare le vicende relative alle elezioni amministrative che hanno coinvolto una buona parte della popolazione italiana. Come al solito la scarsità di contenuti e l'assenza di proposte concrete sia a destra che a sinistra hanno contraddistinto questa campagna elettorale. Qualcuno ha deciso addirittura di bloccare il chiacchiericcio televisivo dei talk shows poichè in questo modo gli faceva più comodo. Onestamente non mi va di soffermarmi più di tanto su vicende alle quali purtroppo siamo fin troppo abituati e stanchi. Mi fanno impressione invece i commenti del risultato elettorale da parte dei soliti e ben noti politici da salotto televisivo. La mia curiosità mi ha spinto addirittura a seguire quasi tutta la puntata di "Porta a porta", con un Bruno Vespa in gran spolvero dopo un mese di esilio forzato. Quello che colpisce è che tutti hanno vinto e nessuno ha perso. La Lega effettivamente ha stravinto nel nord e raddoppiato i suoi consensi alla faccia dell'alleato più forte, il Pdl, il quale evidentemente risente delle contraddizioni interne degli esponenti del suo partito, nonostante l'opera predicatoria ed evangelica del Presidente del Consiglio. La sinistra nel suo complesso ha perso quattro regioni molto importanti, Lazio, Piemonte, Calabria e Campania. Nonostante questo, gli esponenti del PD si ostinano a cantare vittoria (7 regioni conquistate contro 6) e non si rende conto che se proseguono in questa maniera alle prossime elezioni politiche incasseranno una nuova batosta. L'alleato Di Pietro con l'Idv d'altronde riconosce onestamente la vitoria del centro-destra, sponda Lega, e incassa un buon risultato rafforzando la propria posizione all'interno della coalizione. L'Udc come al solito fa da ago della bilancia e a secondo delle convenienze porta avanti una politica dell'opportunismo proclamandosi l'alternativa al bipolarismo, ma effettivamente recita un ruolo da gregario dei due partiti maggiori. La vera novità secondo il mio punto di vista è l'ottimo consenso avuto in alcune regioni del nord Italia, come Piemonte ed Emilia Romagna, del Movimento a 5 stelle lanciato da Beppe Grillo. Se pensiamo che l'informazione tradizionale propinata dai mass media come la televisione, la carta stampata, la radio, non ha dato alcuna importanza a questo movimento, il risultato è effettivamente straordinario. Ma se proviamo a pensare all'utilizzo in chiave strategica delle nuove forme di comunicazione alternative ai mass media, come Internet e il passaparola sulla rete, riusciremo a capire di che fenomeno stiamo parlando. La nuova frontiera della comunicazione politica parte dalla rete con le proposte della gente formalizzate in un vero e proprio Programma e si diffonde come un virus nei blog, nei social network, nei luoghi virtuali concretizzandosi negli incontri reali in alcune piazze d'Italia. La vera partecipazione politica consente effettivamente ai cittadini di sentirsi parte attiva nella risoluzione dei problemi quotidiani, sostenendo effettivamente i candidati portavoce delle istanze di rinnovamento del popolo. Lentamente sta nascendo una nuova idea di politica, scevra dalle logiche verticistiche dei partiti, logorati dalle lotte intestine per accaparrarsi il potere e l'occupazione delle comode poltrone istituzionali. Adesso l' ulteriore passo da compiere è quello di cercare di allargare questo Movimento in tutta Italia per arrivare magari alle prossime elezioni politiche con una vera proposta di rinnovamento dal basso, realmente democratica, alternativa al regime partitocratico italiano.

martedì 14 luglio 2009

Beppe Grillo, alternativa credibile al berlusconismo dilagante?


PD
L'annuncio di Beppe Grillo sul suo blog di candidarsi a segretario alle elezioni primarie del Pd che si terranno in ottobre ha scatenato un vortice di polemiche e preoccupazioni all'interno del partito peggio degli scandali a luci rosse dell'attuale Presidente del Consiglio. Questa volta a quanto pare non si tratta di una provocazione, Grillo è seriamente intenzionato a candidarsi, ha formalizzato la propria iscrizione al Pd, come previsto dallo Statuto, soprattutto è l'unico ad avere già un programma. Gli altri candidati brancolano nel buio, fomentati da scissioni interne e sterili alleanze, figli di una politica arrivata ormai al capolinea, in cui molta gente non si riconosce più. Adesso la vera alternativa al "berlusconismo dilagante" è scesa in campo, come fece nel 1994 il Cavaliere, questa volta senza proclami e promesse mai mantenute in tutti questi anni. é una alternativa anomala, perchè non è un politico, ma è un comico che fa politica e la sa raccontare, ha un proprio marchio di fabbrica consolidato in tanti anni di battaglie e show, è il rappresentante più serio e credibile della coscienza popolare, portavoce di una nuova idea politica fatta dal basso, dai cittadini, e che ha come punto di riferimento il blog e la Rete. Questa politica è il frutto di proposte e idee concrete, formalizzate nei programmi delle Liste Civiche e messe a disposizione del pubblico. Non ha bisogno di proclami, di nascondersi dietro interviste di facciata, di conferme e smentite. Vuole portare la gente ad avvicinarsi ed appropriarsi delle Istituzioni. Bisogna ricordare che le Istituzioni non appartengono a coloro che occupano momentaneamente quella sedia, ma appartengono alla gente comune, alla gente che lavora quotidianamente per portare avanti un progetto di vita e che vuole avere una parte importante nella costruzione di questo progetto. Una vera democrazia popolare può essere portata avanti oggi solo in questo modo, Internet ne facilita e accelera i processi, la rappresentanza politica non ha più senso se il suo utilizzo è contrario alle proposte della gente. Il presente e il futuro è la democrazia partecipativa, la gente non deve assuefarsi a un'informazione politica manipolata e meschina, frutto della volontà del potente di turno, che in Italia è sempre uno solo. Perciò personalmente sono d'accordo con la candidatura di Grillo a "portavoce" del pensiero della gente e ne intravedo un primo passo per poter cambiare questa politica da avanspettacolo.

mercoledì 13 maggio 2009

Video killed the radio stars (1979-2009)


Il video ha ucciso le stelle della radio. Ricorre quest'anno il trentesimo anniversario della canzone dei Buggles, gruppo pop britannico semisconosciuto, divenuto celebre due anni dopo la pubblicazione del singolo grazie al network musicale Mtv, che il primo agosto 1981 alle ore 12 "annuncia" ironicamente la fine della fruizione musicale esclusivamente radiofonica e sancisce l'avvento di una nuova era, quella della videomusica. Il videoclip diventa a tutti gli effetti fenomeno di massa, la tv incorpora in un solo colpo la musica, fagocita l'attenzione del pubblico drenando gli ascolti radiofonici. é l'inizio degli anni Ottanta, epoca di cambiamenti sociali, di costume e dell'affermarsi di un nuovo sound, fatto di sintetizzatori, tastiere elettroniche ed effetti sonori fino all'epoca poco conosciuti. La tecnologia incomincia ad avere un peso nella produzione musicale, allo stesso tempo il modo di fruire e distribuire la musica cambia velocemente. La tv con l'avvento di Mtv e dei canali musicali la fa da padrona e gli artisti devono confrontarsi con questa nuova realtà, attingendo non solo al proprio background musicale nella produzione del brano, ma anche utilizzando un nuovo modo di promuovere il disco tramite appunto il videoclip. Michael jackson è il capostipite di questo nuovo modo di concepire la musica e infatti utilizzerà i migliori produttori e registi per i suoi videoclip, assieme al suo innato talento artistico nel ballo. Col tempo il videoclip è diventato un elemento imprescindibile della strategia promozionale, oggi con Internet e con l'avvento dei contenuti generati direttamente dagli utenti siamo in una nuova fase, in cui gli artisti lanciano ancor prima dell'uscita del disco, un soggetto, un contest per dirla in inglese, dove gli appassionati si cimentano e si rendono partecipi del progetto musicale. Il videoclip in questo modo non assume solo la classica funzione promozionale, ma diventa elemento connettore di esperienze e prodotto comune scelto dalla comunità di utenti e proposto/imposto all'artista, che in questo modo instaura un dialogo e innesca una partecipazione spontanea e continuamente attiva con il suo pubblico.
Questa è la mia lista di videoclip, con l'indirizzo per la visione, secondo me abbastanza significativi perchè attingono a varie esperienze e sono stilisticamente eclettici. Non è una classifica, ma una semplice lista. Vi prego di segnalarmene altri, qualora lo vogliate pe rendere questa lista più completa e magari stilare una classifica finale, eleggendo il più bel videoclip della comunità.

Thriller- Michael Jackson http://www.youtube.com/watch?v=AtyJbIOZjS8
Black or white- Michael Jackson http://www.youtube.com/watch?v=ZI9OYMRwN1Q
Bohemian rhapsody- Queen http://www.youtube.com/watch?v=irp8CNj9qBI
All is full of love- Bjork http://www.youtube.com/watch?v=EjAoBKagWQA
Rock dj- Robbie Williams http://www.youtube.com/watch?v=IyDMCn60lhY
Fuori dal tempo- Bluvertigo http://www.youtube.com/watch?v=VsFRJopZwsI
Sabotage-Beastie boys http://www.youtube.com/watch?v=-sbqIyeed4g
You are my high- Demon e Heartbreaker http://www.youtube.com/watch?v=MXBitjpGzbE&feature=PlayList&p=3082551F46EE2DCF&playnext=1&playnext_from=PL&index=4
Right here right now- Fatboy slim http://www.youtube.com/watch?v=R795KiMD4zs
Ray of light- Madonna no original video
Like a prayer- Madonna no original video
Come to daddy- Aphex Twin http://www.youtube.com/watch?v=5Az_7U0-cK0
Windowlicker- Aphex Twin http://www.youtube.com/watch?v=1P3Wc-37pC4
Let forever be- Chemical Brothers http://www.youtube.com/watch?v=Hmpxsk3dHaA
Seven nation army- The white stripes http://www.youtube.com/watch?v=6j7huh5Egew
Sven-f-englar- Sigur ros http://www.youtube.com/watch?v=zQ5Grncdjlc
Teardrop- Massive Attack http://www.youtube.com/watch?v=fG8eQBSp9Ao
Remind me- Royksopp http://www.youtube.com/watch?v=lBvaHZIrt0o
Coffee e tv- Blur http://www.youtube.com/watch?v=GXRVX1AKAew
Bitter sweet simphony- The verve http://www.youtube.com/watch?v=1lyu1KKwC74
What is love- Haddaway http://www.youtube.com/watch?v=nsCXZczTQXo
Something good- Utah saints http://www.youtube.com/watch?v=oMLCrzy9TEs&feature=PlayList&p=2ACCE6F35DA1B5EA&playnext=1&playnext_from=PL&index=28
Where's your head at?- Basement jaxx http://www.youtube.com/watch?v=a4hFwJm41h4
Crazy in love- Beyoncè feat. Jay-z http://www.youtube.com/watch?v=0i38JRTyMik

to be continued...

venerdì 3 aprile 2009

Ho un Grillo per la testa!

Non è un pesce d'aprile, non è un pesce d'aprile! Finalmente Beppe Grillo ritorna in tv, ospite della trasmissione Exit, condotta dalla bella Ilaria D'Amico. Grillo secondo gli accordi avrebbe dovuto parlare esclusivamente del problema della privatizzazione dell'acqua, interagendo poi con i "soliti" e "convenzionali" ospiti in studio. Il comico genovese invece invece approfittando di un'occasione più unica che rara, (pensate non appariva ufficialmente in diretta tv da più di quindici anni!), parla con la sua solita enfasi di politica, manager corrotti, ambiente, open source, liste civiche e di un'Italia che va allo sfascio totale per la totale incompetenza e furbizia dei suoi amministratori.
Godetevi il suo show e non dimenticate di visitare il suo sito (www.beppegrillo.it), anzi mettetelo fra i segnalibri. Portate avanti la battaglia per un Parlamento pulito, una vera democrazia dal basso, senza falsi rappresentanti, leggete la proposta sulle Liste civiche. Tutta roba che l'informazione mainstream non prende in considerazione e che tende a formare un'opinione pubblica acritica e disinteressata.
Buona visione




giovedì 19 febbraio 2009

Pensieri, parole

Come si evince dal titolo, questo post è scritto di getto, senza pensarci più di tanto, dopo una serata passata tra amici a mangiare e bere. Pochi pensieri che emergono da una testa stanca e forse un po' confusa. Cosa mi spinge realmente a scrivere qualcosa dopo circa un mese dall'ultimo post,alle ore 1.37, fra l'altro in deroga alla cosiddetta linea editoriale che il sottoscritto si è imposto? Sinceramente non so dare una risposta concreta o forse non voglio darla perchè ho il timore di espormi troppo. Mi ero promesso di non fare un blog personale, a nessuno importerebbe nulla dei miei fatti, nè tantomeno sono particolarmente avvezzo a raccontarli, ammesso che ci sia qualcosa da raccontare. Eppoi da quando Google ha deciso di eliminare la pubblicità da questo blog, in tutta sincerità, mi è passata la voglia di scrivere. Evidentemente ero condizionato da quel meccanismo e scrivevo cose che nemmeno mi interessavano particolarmente, ma dovete sapere che se non scrivete qualcosa di interessante Google non metterà annunci interessanti e cliccabili sul vostro sito, perciò non comparirete nei motori di ricerca e farete parte di quel "web invisibile" che ancora ad oggi non viene indicizzato dagli stessi motori. In tutta sincerità, questo blog serve a ben poco e non aumenterà certamente il bagaglio di conoscenze dell'umanità; perciò ai pochi che lo leggono o si troveranno a leggerlo raccomando di non soffermarsi più di tanto, e di perdere del tempo su cose più interessanti. Se avete davvero intenzione di scrivere qualcosa, fatelo per voi stessi, magari su un diario personale, non fatelo saper a tutto il mondo solo per il fatto di poter dire agli amici: " anche io sono su Internet, ... sai ho aperto un blog, scrivo cose davvero interessanti... perchè non ci dai un'occhiata e magari clicchi sulla pubblicità!... cazzate!" Se volete davvero scrivere sul web, pubblicate cose che possano servire all'umanità e rendete l'ambiente del web più ecologico e meno contaminato dalle fesserie e dalla ridondanza di cose e argomenti che ci sono nei vari siti.
Soprattutto siate sempre voi stessi, non mentite, non fate finta di niente, esprimete le vostre emozioni, non sopprimetele, è un peccato, potreste pentirvene un giorno. Vivete alla giornata, producete pensieri e traduceteli in parole, non soffermatevi alle apparenze, andate fino in fondo, scavate nel vostro più intimo animo, ... ma soprattutto evitate di pubblicare sul web queste cazzate che sto scrivendo in questo momento!
Buonanotte a tutti

sabato 17 gennaio 2009

J.Ax+Black Box= "I vecchietti fanno o"?





"Ma come si fa, come si fa, come si fa..." canta J.Ax nell'ultimo singolo pubblicato "I vecchietti fanno o", che dal titolo vuole scimmiottare chiaramente la canzone di Povia "Quando i bambini fanno o". E già ma come si fa caro J.Ax, il tuo singolo attinge a piene mani dal grande successo dance del 1989 del gruppo, fra l'altro italiano, Black Box. L'album che contiene il singolo "Ride on time" si intitola "Dreamland" ed è uno dei più significativi della dance italiana di quel periodo. Personalmente mi auguro che il rapper italiano ritorni a fare il suo mestiere e pubblichi quei singoli che nei primi tempi hanno fatto tanto successo, senza entrare nei meandri della dance o del rock, come ha fatto in un certo periodo. Credo che i primi album siano stati i migliori e i più originali musicalmente parlando. Con questo non voglio dire che J.Ax ha solo copiato, infatti è frequente nell'hip-hop e nel rap attingere a basi campionate di altri singoli. Ma in questo caso il pezzo è chiaramente una storpiatura e si abbassa chiaramente alle leggi del mercato.

Sopra il video di "Ride on time" Black Box e quello di J.Ax " Quando i vecchietti fanno o"





venerdì 16 gennaio 2009

Durex: cosa aspetti? Mettilo!



Bellissimo, stupefacente, geniale! Non ci sono aggettivi per descrivere il filmato pubblicitario della Durex. Più incisivo di una noiosissima campagna istituzionale, la pubblicità del noto profilattico spiega in poche "posizioni" il sesso senza risultare volgare. L'idea del corto di animazione in 30" vede come protagonisti tre animaletti gonfiabili, uno di colore rosso, uno blu e uno rosa, realizzati con dei profilattici che propongono varie posizioni, dalle più classiche a quelle più fantasiose. Da notare ancora che l'audio è riprodotto attraverso il contatto e lo sfregamento dei condom plastificati. Il messaggio del video è chiaro: a letto con il proprio partner ci si può divertire in qualsiasi modo, purchè si prendano le giuste precauzioni. E allora, tu ragazzo, usa il preservativo Durex, cosa aspetti? "Get it on", Mettilo!
Semplicemente fantastico!

giovedì 15 gennaio 2009

Jobs: "reports on your death are greatly exaggerated?"

Qualche mese fa Steve Jobs, 53 anni, Ceo della Apple, apriva una sua presentazione con questa frase: "Reports on my death are greatly exaggerated", cioè tendeva a sminuire le notizie che velocemente si susseguivano sulle sue precarie condizioni di salute. Ieri ha annunciato in una lettera inviata ai propri dipendenti, di volersi dedicare esclusivamente alla sua salute fino al mese di giugno. Evidentemente i rumors che si sono susseguiti in tutti questi mesi sono riusciti a carpire qualcosa sulle sue precarie condizioni di salute. La sua assenza all'ultimo Macworld giustifica i timori iniziali e quella che sembra la sfida più difficile per Apple, l'avvicendamento alla guida dell'azienda dopo Jobs. Nonostante egli affermi di mantenere la guida sulle decisioni strategiche della società, ha comunque affidato il timone fino a giugno a Tim Cook, l'attuale direttore operativo, giusticando in questo modo i timori personali sulle proprie condizioni di salute. Infatti è noto che già qualche anno fa, precisamente nel 2004, Jobs è stato operato al pancreas con esito positivo per una rara forma di tumore. Pare che adesso non si parli più di tumore, ma qualcosa lascia pensare che possa essersi ripresentato. Jobs parla di squlibri ormonali, comunque sia si spera che anche questa volta possa affrontare questa triste vicenda personale e riprendersi al meglio.


sabato 10 gennaio 2009

Apple: iTunes, brani liberi dal Drm?

All'inizio di ogni anno a San Francisco in California presso il Moscone Center si tiene abitualmente il Macworld, la più importante fiera per gli appassionati di Apple e del mondo Mac in generale. Migliaia di fanatici, e non solo, attendono abitualmente questo appuntamento per venire a conoscenza delle novità sperimentate e pronte per essere lanciate sul mercato dall'azienda di Cupertino. Pare che il Macworld 2009 sia stato l'ultimo e che la presentazione non sia stata affidata al Ceo e leader carismatico Steve Jobs, ma a Phil Schiller, senior vice presidente e responsabile di tutta l'area marketing. Un tentativo questo, annunciato ormai dai rumors degli ultimi mesi, di diversificare la strategia dell'azienda staccandola lentamente dalla sua figura più carismatica e che ne incarna appieno i valori. Bisogna dirlo, non è stato un Macworld entusiasmante e coinvolgente come le straordinarie presentazioni tenute da Jobs ( vd. qui per ulteriori dettagli), ma più pragmatico e rassicurante. Certamente non vi erano novità rivoluzionarie da presentare, come è stato negli ultimi anni per l'iPod e l'iPhone, ma il pubblico ha comunque gradito la presentazione di Schiller sottolineandone spesso l'approvazione con gli applausi. Una delle novità più interessanti abbraccia la sfera tecnologica, economica e legislativa. Stiamo parlando della decisione da parte di Apple di "sbloccare" il lucchetto digitale che impedisce a chi acquista file digitali da iTunes, audio o video che siano, di poterne godere appieno. Chiariamo quindi questo concetto che viene sintetizzato con l'acronimo Drm ( Digital rights management, gestione dei diritti digitali.): é un meccanismo tecnologico utilizzato dal venditore per regolare la diffusione e la fruizione ( in sostanza l'accesso) al contenuto che si è acquistato. In pratica il compratore acquista e acquisisce il diritto di proprietà, ma l'utilizzazione che può fare di ciò che ha acquistato è limitata. Sembra un controsenso, vero? In effetti chi acquista qualcosa, paga una certa cifra e si ritiene libero di poter fare qualsiasi cosa con ciò che ha acquistato. Tutto in generale appare molto semplice e lineare. L'economia dei beni immateriali però, specialmente quelli digitali, funziona diversamente e si serve proprio di questi meccanismi per legittimare le posizioni delle imprese sul mercato e impedire ai consumatori il pieno godimento di ciò che comprano.Un discorso che abbraccia, come su detto la tecnologia, l'economia e la legge. Il diritto d'autore in particolare e il diritto da parte dell'utente di poter fare copia privata del contenuto digitale acquistato. Chi mi dice infatti che non posso farne una copia privata e non a uso commerciale, in sostanza non cedendola ad un amico che non ha comprato quel cd, nel caso ipotizzi che il file si possa danneggiare? Oppure perchè non posso godere appieno di qualcosa che è mio definitivamente? E perchè non posso ascoltare il brano musicale acquistato online su apparecchi diversi dall'iPod o dall'iPhone senza violare la legge e gli obblighi contrattuali che mi vincolano al venditore ( nel nostro caso iTunes)? Tutte domande legittime che portano a mille altri interrogativi e estendono il campo d'interesse al rapporto fra musica digitale, case discografiche, artisti, distributori di contenuti e consumatori finali. Apple avendo deciso di sbloccare il lucchetto digitale dai brani di iTunes ha fatto un notevole passo avanti, ma non ancora decisivo verso un più equo rapporto con la parte debole del mercato, il consumatore. La battaglia contro la pirateria certamente ha avuto effetti positivi con la legalizzazione dell'acquisto tramite i negozi digitali e iTunes in particolare. Esso infatti controlla i tre quarti del mercato, essendo presente in più di 70 paesi con un catalogo di circa 10 milioni di brani e con 6 miliardi di download dal 2003, anno del suo lancio.Un buon esempio sicuramente di acquisto legale e responsabile a prezzi fra l'altro competitivi oscillanti da oggi tra i 69 centesimi fino a 1,29 euro, che oggi senza Drm magari allettano coloro che prima copiavano illegalmente, ma adesso vogliono rispettare la legge senza perdere la flessibilità negata dal Drm nella fruizione del prodotto; in pratica vogliono avere il pieno godimento e il diritto di poterne fare copia privata per esempio. Sembra allora che fili tutto liscio con questa decisione di Apple. Non proprio. In realtà il meccanismo di iTunes vincola l'utente a determinati obblighi previsti dal contratto. Come funziona? iTunes gestisce per conto dell'artista musicale per esempio alcuni diritti sul brano: download, ascolto, copia e lo fa in base agli accordi presi con la casa discografica. L'utente al momento dell'iscrizione al servizio di Apple sottoscrive una licenza che prevede regole precise sull'utilizzo della musica: questa può essere ascoltata solo su computer, iPod e altri lettori digitali di proprietà di chi acquista (e solo di chi acquista, notate bene) o dei familiari, può essere masterizzata su cd che non possono essere venduti o ceduti a terzi. Per cui, aprite bene le orecchie, in pratica violate la legge se ascoltate il brano sul dispositivo di un amico o se semplicemente gli date un cd mastrerizzato per farglielo ascoltare. Tutto ciò significa ancora una volta che c'è un divieto esplicito di poter fare copie in serie del brano anche senza il Drm, perciò un'autonomia limitata agli obblighi contrattuali disposti unilateralmente del venditore, cioè Apple. I vincoli giuridici precedenti persistono, nonostante una parziale apertura delle case discografiche e di Apple verso i consumatori e il loro senso di responsabilità nell'uso "appropriato", voluto dal venditore? del brano musicale digitale. é solo l'inizio di una battaglia che coinvolge produttori, distributori, consumatori e i prodotti culturali in generale.

martedì 6 gennaio 2009

Viva la Befana!

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!

La tipica filastrocca popolare condensa nei quattro versi l'essenza e la figura di questo personaggio e di questà festività. La Befana, figura popolare della tradizione italiana, la notte fra il 5 e il 6 gennaio porta in dono ai bimbi buoni caramelle e cioccolatini, mentre ai bimbi cattivi cenere e carbone. é una vecchietta buona, vestita in maniera semplice e sommessa, indossa un grembiule con le tasche, una gonna lunga e ampia,una sciarpa, un fazzoletto o cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consumate, il tutto coperto da toppe colorate. Va in giro con una scopa e distribuisce a tutti i bambini i doni; non è cattiva come le streghe, anzi è generosa e molto amata dai bambini. Secondo la tradizione popolare di stampo cristiano cattolico i Re Magi, diretti a Betlemme per trovare Gesù Bambino, chiesero a una vecchietta la strada corretta non riuscendo a trovarla. La vecchietta indicò loro la via, ma non li accompagnò. Presa dal rimorso e intenta a casa a preparare dei gustosi dolci,essendosi pentita, decise di uscire e di cercarli senza alcun risultato. In questo modo si fermava ad ogni casa che incontrava durante il suo tragitto distribuendo i dolci che aveva preparato, nella speranza di trovare il piccolo Gesù. é da allora che si ritiene che la Befana giri tutto il mondo alla ricerca del Bambin Gesù.
Per quanto riguarda l'origine del culto popolare, esso si fa risalire a elementi folclorici precristiani di derivazione pagana legati all'agricoltura. La figura della vecchia è messa in relazione con l'anno vecchio ormai trascorso e pronto per essere bruciato per fare spazio a quello nuovo; tradizionalmente in alcuni paesi europei si bruciavano fantocci, con indosso abiti vecchi, per introdurre il nuovo anno. Tipicamente infatti dopo dodici giorni dal Natale si celebrava la morte e la rinascita di Madre Natura, che stanca di aver elargito le sue energie per tutto l'anno, appariva sotto le vesti di una vecchia buona, pronta a essere bruciata come un ramo per rinascere come Natura giovane e prospera. Prima di essere bruciata la vecchia distribuiva i doni e i dolciumi, simbolo dei semi piantati che sarebbero nati durante l'anno successivo.
Ritornando ai giorni nostri, pare che la festa della Befana si stia rivalutando,anche se simboleggia la fine del periodo festivo e l'avvento della dura quotidianità fatta di lavoro e pensieri ricorrenti. Con una punta di malignità, la riflessione sull'attuale società dei consumi, ci porta a vederla come la "Festa dei saldi". Infatti i doni che eventualmente vengono scambiati sono spiccioli e coincidono con l'inizio, stabilito per legge, dei saldi. Una specie di indicatore dei consumi effettuati durante i giorni di Natale rapportati con i consumi dei prodotti in saldo dell'inizio dell'anno.
Comunque sia, Viva la Befana!

domenica 28 dicembre 2008

Riduci, Riutilizza, Ricicla

Siamo alla vigilia di Natale, abbiamo finito finalmente di ingozzarci di cibo, di bere e di sproloquiare, si avvicina la mezzanotte. Che bello adesso scartiamo i regali... chissà cosa mi avranno regalato quest'anno, sono proprio curioso di saperlo, non vedo l'ora... Ma scartati i regali pensiamo... guarda quell'idiota con che cosa si è presentato, mentre lui ci domanda:"Beh ti è piaciuto, sai quanto tempo ci ho speso per trovarlo!"; E noi rispondiamo con la faccia semicompiaciuta ma dentro schiumiamo di rabbia: "Ma che bello..., guarda mi mancava proprio questo, hai avuto una bella idea". Ogni anno si consuma lo stesso rito, sorriso di circostanza, qualche breve singulto, il pensiero ricorrente su come disfarsi immediatamente dello sgradito regalo ricevuto. Un'operazione non facile soprattutto se si è in famiglia e sappiamo tutti che l'ipocrita armonia parentale dura ben poco quando si tratta di regali che fanno il giro di famiglie al ritmo degli elettroni nell'acceleratore di particelle del Cern! Pensate che nella mia famiglia ogni anno l'argomento natalizio è una famosa grappa che è passata di famiglia in famiglia nemmeno fosse la fiaccola olimpica, da mio nonno a mio zio, da mio zio a mio padre, da mio padre a mio nonno...e il cerchio si è chiuso! A parte le battute, se non sapete veramente come disfarvi di regali sgraditi, in che modo e soprattutto a chi appiopparli e in quali circostanze, date un'occhiata a questo sito (http://regiftable.com). Esperti riciclatori vi introdurranno nell'arte del perfetto riciclatore e il vostro regalo apparirà come nuovo! Pensate che questi signori non si limitano a dispensare utili consigli, ma raccontano le loro storie, che votate, parteciperanno a un concorso in cui il vincitore che avrà raccontato la storia più divertente vincerà 500 dollari.Basta ricordare alcune semplici regole del gioco:il regalo deve essere integro e non usato , mantenuto nella confezione originale, non riciclate oggetti unici perchè fatti a mano,abbiate cura di studiare il vostro destinatario in modo che il regalo non rischi di finire di nuovo nelle vostre mani,ricordatevi di togliere dalla confezione eventuali biglietti di auguri, non si sa mai! E adesso datevi una mossa e incominciate a riciclare!Magari al prossimo compleanno. Per fortuna che il mio è lontano! Ah dimenticavo... fa bene anche all'ambiente, riciclate pure la carta da regalo negli appositi contenitori. Ricordate le tre parole: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare

mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale a tutti!


E così siamo arrivati a Natale e all'epilogo di quest'anno 2008. Dicembre è tempo di bilanci, di classifiche, di cose buone e meno buone, di progetti realizzati e di aspettative che tali sono rimaste. Non sono abituato ad autogiudicarmi, lo lascio fare agli altri, ma un piccolo bilancio personale lo faccio a fine anno e ovviamente lo tengo per me.
Suonerebbe banale augurare il classico " Buon Natale e felice anno nuovo" per dirlo in italiano, o per chi preferisce l'inglese " Merry Christmas and happy new year". Quello che conta è il modo in cui lo si augura, si vede se una persona ci tiene e te lo sta davvero augurando, altrimenti va bene lo stesso ma non è un augurio che proviene dal cuore.
Quello che voglio dire è soprattutto: pensiamo a chi sta peggio di noi e anche se non siamo in grado o non vogliamo realmente fare qualcosa, rivolgiamo loro almeno un pensiero.
Vorrei concludere con il pezzo della canzone di Natale più famosa e toccante: Merry Christmas (war is over) di John Lennon (riporto il testo in basso)
é questo il mio augurio più sentito di Buon natale

So this is Christmas
And what have you done
Another year over
And a new one just begun
And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear ones
The old and the young

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas War is over
For weak and for strong If you want it
For rich and the poor ones War is over
The world is so wrong Now
And so Happy Christmas War is over
For black and for white If you want it
For yellow and red ones War is over
Let's stop all the fight Now

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas War is over
And what have we done If you want it
Another year over War is over
And a new one just begun Now
And so Happy Christmas War is over
I hope you have fun If you want it
The near and the dear one War is over
The old and the young Now

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

War is over if you want it
War is over now

domenica 21 dicembre 2008

Beckham, Berlusconi e la politica


David Beckham è ufficialmente un giocatore del Milan... a tempo determinato! Ebbene sì, il contratto stipulato dal "divo" inglese con il club italiano più titolato a livello internazionale scadrà il 9 marzo 2009. Un precario di lusso oserei dire. Su questa nuova trovata pubblicitaria della società di via Turati ci sarebbero molte cose da dire, che a mio parere coinvolgono diversi aspetti: il calcio, il marketing e la pubblicità, la politica e i mass media. Sui primi due siamo evidentemente tutti d'accordo, è noto ormai che le stelle dello sport portino con sè contratti Giustificaplurimilionari e una valanga di sponsor alle loro spalle. L'ultimo aspetto appare un po' più opaco e difficile da catturare a prima vista. Bisognerebbe essere "faziosi" a vederlo? Probabilmente sì. La spettacolarizzazione della politica imposta dall'attuale Presidente del Consiglio dai tempi della sua prima "discesa in campo", per usare un gergo calcistico, alimentata dalle principali reti commerciali di proprietà del medesimo soggetto (Mediaset per intenderci), impone più di una riflessione sul pericoloso e velato conflitto d'interessi che condiziona pesantemente l'agenda setting politica dei telegiornali nazionali. Direte, ma che c'entra Beckham con tutto questo? Lui è venuto in Italia solo per giocare a pallone! Il bell'inglese accompagnato dalla spice girl Victoria in fondo è solo il "prodotto" della attuale società dei consumi, improntata sul denaro, il successo, il look modaiolo e quel divismo che ormai appartiene più alle stelle dello sport che a quelle del cinema. Su questo siamo certamente tutti d'accordo, ma gli interessi del premier toccano troppi campi che fungono da sovrastruttura alla struttura portante che è sempre la politica. Infatti l'attuale e preminente interesse di Berlusconi è la politica e la sua strategia utilizza il calcio attraverso il Milan, i mass media attraverso le offerte della tv generalista Mediaset e della tv tematica Mediaset Premium, l'editoria attraverso la Mondadori e mi fermo qui per non diventare noioso. Se qualcuno è stato attento alle attuali proposte di governo e al dibattito politico così come si è delineato troverà qualche analogia. Per esempio il tanto discusso aumento dell'Iva al 20% penalizza fortemente Sky a favore di Mediaset e permette al Biscione di guadagnare quote di mercato sul fronte delle offerte Premium, ossia a pagamento, improntate essenzialmente sul calcio. Beckham gioca a calcio, vero? Oppure i proclami del nostro premier rivolti ai cittadini italiani invitati a non frenare i consumi anche in tempi di crisi per evitare cadute recessive. Mi domando, la gente non arriva a comprare quasi i beni primari, figuriamoci se può rivolgere le proprie spese verso i beni voluttuari. Beckham e Victoria sono icone del consumo voluttuario e star che stimolano il bisogno di autorealizzazione; probabilmente loro non lo sanno e non sono tenuti a saperlo. Infine, qualcuno ha saputo che è stato approvato definitivamente il testo della legge Finanziaria 2009? Forse in pochi, visto che le attenzioni dei nostri telegiornali sono rivolte ad altri argomenti. Determinate proposte invece, tipo il presidenzialismo, la riforma della giustizia vengono inframmezzate e "perdono importanza" di fronte a Beckham, il Natale, il maltempo e i consumi degli italiani. Che dire, probabilmente la mia analisi può essere di parte e coinvolge un tipo di ragionamento "fazioso" che tanto fastidio dà al premier e alla difesa dei suoi interessi. Io la penso diversamente e non la considero un'analisi di parte, ma che rispecchia la realtà e scatta una fotografia dell'attuale panorama politico e mediatico italiano. Per concludere considero Beckham un bravo giocatore, non un campione, che può essere utile alla squadra di Ancelotti, ma non può dare quel colpo di classe in più.

martedì 16 dicembre 2008

Google Zeitgeist: le parole più cercate nel 2008

Quali sono state le parole più cercate nel 2008 nel più popolare motore di ricerca? Quali hanno avuto il maggior incremento rispetto al 2007? Ce lo dice Google Zeitgeist (traduzione "lo spirito del tempo"). Ogni anno viene stilata una classifica che coinvolge più di trenta paesi, fra cui l'Italia, che intende scattare una fotografia sugli eventi internazionali, l'attualità, gli interessi personali e i fenomeni del web dal punto di vista delle ricerche sul motore di Google. Solitamente si dice che se non si è presenti nella ricerca di Google non si è presenti nel mondo. Una affermazione un po' azzardata, ma che rispecchia l'importanza e l'andamento stesso delle ricerche degli utenti rispetto ai fenomeni della vita quotidiana. Non è un caso se, a livello globale, nel 2008 i termini che hanno registrato un incremento maggiore sono in ordine "Sarah Palin" (candidata vicepresidente degli Usa al fianco del candidato Mc Cain), "Beijing 2008"e "Facebook login." Politica americana, sport con le Olimpiadi di Pechino tenutesi in estate e Internet con la tumultuosa ascesa dell'ormai più popolare social network del mondo. Guardando ai fatti di casa nostra, fra le ricerche in ascesa vi è la conferma rispettivamente al primo e al secondo posto di pechino 2008 e facebook, gli italiani poi sono molto sensibili ai fatti economici e la ricerca di termini come "lavoro", "casa," "mutui "e "finanziaria 2008" ne confermano i timori e le preoccupazioni. Le parole "Youtube" e "iphone," insieme al grande incremento della parola "facebook" confermano l'interesse per la tecnologia e il fenomeno del social networking. Ma lo "spirito del tempo" si sostanzia nella ricerca di termini legati alla scena mediatica (Saviano) e alla tv in particolare (Uomini e donne, il programma rivolto ai giovani di Maria De Filippi), agli interessi personali (mutui) e alla stretta attualità dei temi legati al tema della scuola (istruzione), con la discussa riforma Gelmini, alla situazione economica personale (lavoro, casa) e alle proposte legate a iniziative di carattere pubblico (Ecopass, Finanziaria 2008). Insomma le abitudini di ricerca degli italiani sono trainati dai temi imposti dall'agenda setting, dal trend tecnologico che caratterizza il web 2.0, dai consumi culturali in termini di gusti musicali consolidati ( Vasco, ligabue, Madonna sono le parole più ricercate) dai rigidi palinsesti televisivi rivolti al mercato di massa (Forum, Amici, Uomini e donne, grande fratello i termini più ricercati) e da un attento sguardo alle possibilità di evoluzione sociale, sia nei consumi che nelle abitudini giustificato dalla maggior ricerca delle parole "rottamazione" e "incentivi".

domenica 7 dicembre 2008

We're sorry, the video is no longer available!

Ci dispiace, il video non è più disponibile! é questa la frase che fa arrabbiare i milioni di utenti di Youtube, la più popolare piattaforma di videosharing, acquisita due anni fa da Google per 1,65 miliardi di dollari. Sempre più spesso infatti gli amministratori del sito si trovano ad eliminare e censurare video resi dapprima disponibili agli utenti. Anche io ne sono stato vittima (vd.post precedente). Chiariamo un concetto, è un'operazione che viene fatta quotidianamente e giustamente dagli amministratori perchè la mole di contenuti pubblicati su Youtube è immensa e di qualsiasi tipo. Quest'ultima mossa però lascia un po' perplessi, seppur a prima vista potrebbe trovare d'accordo chiunque. Contenuti che inneggiano alla sessualità e videoclip che stimolino sessualmente il pubblico saranno messi immediatamente al bando. Ma quali sono esattamente questi contenuti? La semplice presenza di un letto, una posa un po' osè, un vestito trasparente e altre cose di questo tipo. E non solo, sono sgradite immagini violente, video con parole blasfeme o che possano turbare l'opinione pubblica. Insomma una vera e propria svolta moralista. Pensandoci un attimo, allora non vedremo sicuramente gran parte degli spezzoni della nostra tv, infarcita di "volgarità" dalla mattina alla sera (in fondo non ci perderemmo niente). E che dire invece dei reportage di guerra, dei filmati fatti dai videoreporter, oppure dei video amatoriali che hanno dato l'input a indagini della magistratura? Materiale messo al bando. Poi accendi la tv e ti ritrovi assassini, morti e mutilati da tutte le parti. Le contraddizioni non mancano e invitano a fare una serie di riflessioni. Come mai Youtube, regno dell'anarchia per eccellenza, continua a porre tutti questi paletti agli utenti? Quale sarà il futuro dei contenuti generati dagli utenti? La libertà di pubblicare contenuti dovrà scontrarsi con politiche editoriali "politically correct"? Cosa vuole fare veramente Google attraverso Youtube? Alla fine come cambierà il rapporto fra Youtube, gli utenti e le aziende? Le risposte possono esssere tre. La prima: da sempre l'obiettivo di Google, e in fondo quello che ha fatto la fortuna della cosiddetta economia della ricerca, è presentare all'utente ciò che è rilevante per lui in quel momento. Perciò via i contenuti sgradevoli non rilevanti. La seconda: il braccio di ferro fra Google e le media company; queste impongono la rimozione di determinati contenuti protetti dal copyright intentando continue cause giudiziarie al colosso di Mountain View. La terza: la crisi finanziaria internazionale ha colpito anche Google, perciò è necessario cambiare le politiche editoriali di Youtube. é noto infatti che l'investimento di 1,65 miliardi di dollari non stia rendendo per come ci si aspettava. Le aziende hanno paura a posizionare il proprio marchio vicino a contenuti che possono ledere la loro immagine e la reputazione. Tutto ciò si traduce in termini economici in minori introiti per Google, desiderosa adesso e più che mai a fare profitti a causa di una crisi che non ha risparmiato nessuno. Sarà la svolta per un cambio d'immagine anche di Youtube? Gli utenti saranno messi in ginocchio dalle prediche googoliane? Vedremo.

martedì 2 dicembre 2008

Rettifica post precedente

Mi fa notare il mio amico Aldo che il video del post scritto precedentemente non è più disponibile per intero. Incredibile! Sicuramente qualcuno se la sarà presa, oppure, e questa mi sembra l'ipotesi più plausibile, si sarà abbattuta la solita scure del copyright. La Fox infatti detiene i diritti sul video e (giustamente?), può stabilirne il suo utilizzo. Come diceva un vecchio conduttore televisivo, la domanda sorge spontanea: all'epoca di Internet e della cultura del remix è ancora possibile parlare di copyright? Le aziende, e mi riferisco in particolare alle media company, non farebbero meglio ad aprirsi al mercato, magari stringendo accordi fra di loro basati sul meccanismo della spartizione dei profitti (revenue sharing)? Vi lascio con questi interrogativi e con la promessa di approfondire l'argomento in un post successivo.
Link al video ora disponibile in rete (dimezzato):

http://www.youtube.com/watch?v=7L2fsubA2-c&feature=related

lunedì 1 dicembre 2008

I Simpson in un Apple Store!

Geniale parodia della famiglia Simpson dell'esperienza del consumatore in un Apple Store. La disposizione dei prodotti, il contatto con il personale addetto al customer care, l'iPod non funzionante, l'iconografia di Steve Jobs, nel video chiamato Steve Mobs, in un classico keynote, il martello del famoso spot "1984". Tutto condensato in chiave comica, mai banale, come è nello stile di Matt Groening. Anche questa volta i Simpson si fanno beffa della società americana e dei suoi modelli. Apple rappresenta un modello di consumo e di esperienza del consumatore unico e irripetibile. Questa volta caduto nelle grinfie della parodia. Buona risata a tutti.

mercoledì 26 novembre 2008

Non voglio mica la luna!

Oggi sfogliando come faccio quotidianamente la stampa gratuita, mi è capitato di imbattermi su Leggo in una notizia curiosa. Il magnate russo Roman Abrahamovic, presidente del Chelsea, avrebbe regalato alla fidanzata Daria la Luna! Sì è proprio così, più precisamente 100 acri di Luna acquistandoli dall'organizzazione "The Lunar embassy" che a quanto pare vende pezzi del satellite. Inoltre la proprietà sarebbe visibile con un telescopio. A quanto pare la fantasia dell'uomo non ha limiti, chissà se un giorno avremo la possibilità di abitare veramente sulla Luna, magari con il teletrasporto, e condividere con altre forme di vita questo spazio? Nell'universo sterminato di pianeti e galassie, magari gli extraterrestri vivono senza particolari problemi di pagamento della rata del mutuo, facendosi beffa di scandali finanziari e crisi economiche terrestri! Battute a parte, il caso ha un precedente, pioniere di tutto ciò è stato Dennis Hope, un imprenditore americano che nel 1980 sfruttando un vuoto giuridico ha acquisito il pieno diritto di proprietà sulla superficie lunare. Hope ha creato un giro d'affari da 9 milioni di dollari rivendendo 1,500 porzioni di Luna a 20 dollari per porzione. Non c'è che dire un vero business spaziale! Inoltre un'ottima idea per chi volesse fare un regalo originale per Natale, magari sentendosi dire "Non voglio mica Luna" come cantava Fiordaliso nel 1984.

mercoledì 19 novembre 2008

Web 2.0: we need to rethink ourselves!

Web 2.0, una parola che ormai è entrata nel vocabolario comune quasi come un mantra. Ma in fondo che cos'è questo web 2.0? In questo post non voglio dare spiegazioni, si è detto e scritto praticamente di tutto. Vi propongo solo la visione di un filmato, prodotto dal professore Michael Wesch, che in pochi minuti condensa l'essenza del web come si sta delineando grazie alla partecipazione degli utenti che quotidianamente lo ampliano e lo rafforzano con i loro contenuti. D'altronde come non ricordare la copertina del Times che nel 2006 eleggeva persona dell'anno "You", cioè i milioni di utenti che hanno contribuito al cambiamento di paradigma del web. Comunità, collaborazione, partecipazione le parole chiave.




Link al video: http://www.youtube.com/watch?v=NLlGopyXT_g
 
Creative Commons License
http://www.scrivilibero.blogspot.com by Marco Vitarelli is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported License.